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Chiesa di S.Diodato

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San Diodato. La festa si celebra il 26 e 27 settembre.

Il culto del Santo veniva già praticato al tempo del Vescovo Marco Antonio Salomone

La presenza del monaco eremita San Deodato a San Giovanni Valle Roveto è legata all’abazia di Sant’Elia che sorgeva nello stesso territorio. L’abazia prendeva forse il titolo da Sant’Elia Speleota, monaco basiliano calabrese vissuto dall’865 al 960. Una notizia sull’abazia risale al 26 maggio 1358 quando Papa Clemente VI da Avignone l’affidò col cenobio di San Giovanni a Marcuzio Meleozio.

Nella visita pastorale fatta dal Vescovo Girolamo Giovannelli il 18 ottobre 1617 si legge che la chiesa di Sant’Elia era ormai scomparsa e di essa si potevano vedere solo i ruderi rasi al suolo. Nel luogo rimanevano cinque faggi e i resti di tre abitazioni. Il Vescovo dispose allora che sul posto venisse eretta una grande croce di legno che potesse essere vista dai passanti. L’abate di San Giovanni, al quale era stato assegnato il beneficio della chiesa, fu obbligato ad assolvere quell’onere entro due mesi con la minaccia di 10 ducati di penalità.

Lo stato di abbandono della Chiesa di Sant’Elia, verificatosi nei secoli precedenti aveva probabilmente causato il trasporto delle spoglie di San Deodato alla Chiesa parrocchiale di San Giovanni. In essa il culto del Santo veniva già praticato al tempo del Vescovo Marco Antonio Salomone (1591 – 1608), il quale vide nella Chiesa un altare dedicato a Sant’Elia ed uno a San Deodato.

Un nuovo risveglio del culto del Santo avvenne nel 1617 quando il Vescovo Girolamo Giovannelli, avendo osservato che nella Chiesa di San Giovanni l’altare dove era custodito il corpo del Santo era quasi unito all’altare maggiore e ostacolava la celebrazione delle funzioni sacre, dispose che le spoglie venerate fossero disseppellite e si procedesse alla loro ricognizione. I lavori di demolizione e di scavo furono eseguiti sotto la guida dei deputati della Comunità Antonio Ruggeri e Pietro Paolo Finocchio e il rinvenimento del corpo del Santo fu fatto il 18 settembre di quell’anno. Dalla demolizione del sepolcro fu salvata una formella di pietra raffigurante il Santo con pallio e pastorale e col nome Deusdedit in scrittura gotica. Il reperto, murato ora nel presbiterio, viene fatto risalire ai secoli XIII – XIV e potrebbe designare il tempo della traslazione delle spoglie del Santo dall’abazia di Sant’Elia alla Chiesa di San Giovanni, dove fu eretto il nuovo altare.

Il 4 giugno 1618 le spoglie venerate furono deposte in una cappella eretta a lato dell’altare maggiore, nel luogo dove prima sorgeva il campanile. Sull’altare fu collocata una tela con l’immagine della Vergine col Bambino e con San Deodato. In basso era raffigurato il Vescovo Giovannelli, con le mani giunte e con la mitra e il pastorale dipinti a lato. Il quadro fu donato dal Vescovo, che a sue spese fece pure deporre il corpo del Santo in una teca lignea dorata che fu posta a destra dell’altare maggiore, protetta da una cancellata di ferro.

Tratto dal sito
http://digilander.libero.it/sandiodato/ dove si puo trovare tutta la storia del santo e del suo santuario.

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